Mercato Obbligazionario: Rendimenti 30Y USA, Term Premium a 4,87%

Un'analisi di fine settimana sui rendimenti sovrani globali, con focus sull'irrigidimento della curva dei Treasury USA e sul persistente premio a termine nelle obbligazioni a lungo termine.
L'ultima sessione di trading di gennaio 2026 si è conclusa con una netta divergenza attraverso la curva dei Treasury statunitensi, poiché i tassi a breve termine sono rimasti ancorati alle aspettative delle banche centrali, mentre i rendimenti a lungo termine hanno mantenuto un significativo premio a termine. Alla chiusura di venerdì 30 gennaio, il rendimento in tempo reale del Treasury USA a 10 anni si è attestato al 4,241%, riflettendo un mercato diviso tra una politica restrittiva e le preoccupazioni strutturali sull'offerta.
Panoramica Globale dei Rendimenti Sovrani
Dopo la chiusura di New York, i dati in tempo reale del prezzo dell'US10Y mostrano un intervallo ristretto tra il 4,226% e il 4,265%. Nel frattempo, il rendimento del Treasury USA a 2 anni è sceso leggermente al 3,527%, ampliando la pendenza 2s10s a circa 0,714 punti percentuali. Questo irrigidimento suggerisce che, mentre il mercato sta attivamente prezzando futuri tagli dei tassi, gli investitori richiedono una maggiore compensazione per detenere debito a lunga scadenza in un contesto di incertezza geopolitica.
In Europa, il Bund tedesco a 10 anni ha chiuso al 2,8446%, mostrando un modesto aumento, mentre il Gilt britannico a 10 anni ha terminato al 4,525%. Questi movimenti evidenziano una tendenza globale in cui le fluttuazioni del tasso live dell'US10Y continuano ad agire come principale ancoraggio per la determinazione dei prezzi del reddito fisso internazionale. Monitorando il grafico live dell'US10Y, i trader possono osservare che lo spread 10s30s rimane un barometro critico per i rischi fiscali e di offerta.
Livelli Tecnici e Analisi in Tempo Reale dell'US10Y
L'impostazione del grafico live dell'US10Y indica un pivot centrale al 4,245%, il punto medio dell'intervallo volatile di venerdì. Se il rendimento dovesse superare la resistenza del 4,265%, potremmo assistere a un'ulteriore compressione delle valutazioni azionarie, poiché il mercato si adegua a un regime di premio a termine più elevato e più a lungo. Al contrario, un movimento al di sotto del 4,226% sul grafico live dell'US10Y segnalerebbe un ritorno della domanda di duration, potenzialmente in concomitanza con un indebolimento del Dollaro USA (DXY), che ha chiuso la settimana in forte rialzo a 96,99.
Per coloro che seguono la parte lunga della curva, il prezzo live dell'US30Y al 4,872% rimane il più sensibile alle mutevoli aspettative di inflazione. Il grafico live dell'US30Y riflette un mercato che non è più disposto a trattare la duration come una copertura "economica", specialmente con i prezzi del WTI Crude Oil che si aggirano vicino ai 65,21 dollari e mantengono elevati i tassi di pareggio.
Fattori Macro e Rischio di Fine Settimana
Il posizionamento in vista della prossima settimana della Fed rimane il tema dominante. La liquidità nel mercato in tempo reale dell'US30Y spesso si riduce durante il fine settimana, rendendo l'apertura asiatica di lunedì particolarmente suscettibile a movimenti di gap in caso di cambiamento delle notizie geopolitiche. Il tasso live dell'US30Y è anche influenzato dalla sessione giapponese, dove la determinazione dei prezzi dei JGB a lunghissima scadenza è diventata un indicatore anticipatore dell'appetito globale per la duration.
Mentre ci avviciniamo a febbraio, il grafico live dell'US30Y sarà essenziale per valutare se l'attuale compressione del premio a termine potrà sostenere un test del livello psicologico del 5,00%. Le strategie di credito sono attualmente modellate da questa configurazione "politica restrittiva", che continua a suggerire che l'offerta e la geopolitica sono i driver primari del floor del rendimento delle obbligazioni a lungo termine.
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